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White paper: generazioni a confronto. Il capitale umano è il futuro delle imprese.

Per la prima volta nella storia moderna abbiamo fino a cinque generazioni diverse che si trovano a lavorare fianco a fianco. Un ambiente di lavoro di tipo multigenerazionale può essere difficile da gestire, ma racchiude in sé molte più opportunità che problematiche: l’innovazione passa prima di tutto dalle persone, attraverso la loro valorizzazione e contaminazione reciproca. Oggi più che mai il capitale umano è la vera ricchezza delle aziende.

In uno scenario in cui l’età lavorativa si sta progressivamente allungando, la coesistenza di lavoratori appartenenti a generazioni differenti costituirà sempre più la regola. Un elemento di complessità questo, che le aziende dovranno imparare a gestire: lavoratori di età diverse, cresciuti con abitudini e comportamenti diversi, avranno necessariamente preferenze e modalità diverse di intendere le dinamiche lavorative, così come un diverso grado di dimestichezza con strumenti e pratiche necessarie allo svolgimento del proprio lavoro, e ciò può generare incomprensioni e attriti.

Per questo motivo è importante prima di tutto capire come ragiona ogni generazione: in realtà le diverse esperienze e capacità che ogni generazione porta con sé sono una ricchezza per l’azienda perché costituiscono un primo importante motore per l’innovazione. È necessario dunque adottare una nuova mentalità, un approccio volto a comprendere le differenze e trovare compromessi, in modo da favorire un ambiente di lavoro multigenerazionale ideale capace non solo di far convivere pacificamente lavoratori di diverse generazioni ma di trasformare questa sfida in opportunità di crescita e innovazione.

Per fare questo però le aziende devono investire in formazione e aggiornare le competenze delle loro persone. Il volto del mondo e del mercato del lavoro sta cambiando: in risposta a sfide quali sostenibilità, trasformazione digitale, cambiamento demografico ed emergenze sanitarie stanno nascendo nuove professioni, e il ruolo delle soft skills diventa sempre più centrale. Le cosiddette competenze trasversali consentono di adattarsi velocemente ai nuovi ruoli richiesti e vanno così a costituire un punto fermo nel mondo del lavoro. Secondo “Il Futuro delle Competenze in Italia”, ricerca di Ernest & Young, Pearson Italia e ManpowerGroup, le competenze più richieste in tutte le professioni saranno problem solving, apprendimento attivo, adattabilità e abilità sociali come la comprensione delle azioni e reazioni altrui.

Ci sarà sempre qualcosa che impone un cambiamento, un processo di innovazione, ma spesso si sottovaluta che l’innovazione passa prima di tutto attraverso le persone, e in particolare avviene attraverso la loro valorizzazione e con un riallineamento continuo delle competenze. Per questo è importante che le aziende investano nelle loro persone: promuovendo un approccio caratterizzato da rispetto reciproco e consapevolezza verso le differenze (anche generazionali) che conduca ad un clima di cooperazione e contaminazione, ma anche investendo in formazione e in un più ampio processo di ricostruzione delle professioni attraverso l’aggiornamento di competenze specifiche e trasversali.

 

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